Chi sono

Ti racconto la mia storia

Il mio nome è Lorena, sono nata il 28 marzo 1968 e in queste righe cercherò di raccontarvi un po’ di me.

Nasco in una delle più belle isole del veneziano,  “BURANO”, conosciuta in tutto il mondo per la moltitudine di colori delle sue abitazioni e l’inimitabile arte del merletto a tombolo.

Mi piace definirmi figlia di due artisti poiché papà era Mastro Vetraio a Murano, isola famosa in tutto il mondo per le sue opere in vetro soffiato, e mamma una grande protagonista nell’arte del merletto di Burano negli anni 40 fino agli anni 70.

E mia intenzione, in uno dei prossimi articoli del Blog,  raccontarvi come, queste forme di arte, hanno reso famose queste due isole e quanto mi renda orgogliosa poter essere cresciuta in queste fantastiche realtà conosciute in tutto il mondo.

Ho vissuto in isola solo il primo anno perché, a causa di problemi di salute, papà ha dovuto a malincuore lasciare il lavoro di Mastro vetraio e trasferirsi in terra ferma nel 1969 consolidando la nuova attività di ambulante.

Considero “ BURANO” la mia Isola perché, nonostante il precoce distacco,  nei seguenti sei anni, i miei genitori tornavano a Burano ogni fine settimana e ad ogni festività poiché tutti gli affetti abitavano ancora lì.

A distanza di tutti questi anni,  ho ancora dei bellissimi e vividi ricordi di quelle domeniche trascorse con zii e cugini anche se, ad oggi sembrerà strano,  il più grande divertimento era camminare, con l’abito della domenica, dal Ponte alla Chiesa e dalla Chiesa al Ponte innumerevoli volte.

Finito il pranzo si esordiva così:

“ CIO’ FIE…..NDEMO FARSE DO VASCHE IN PIASSA???” (Ragazze, andiamo a passeggiare nelle vie principali?)

Uno degli eventi più belli era la REGATA . Ricordo che partivamo con la TOPA dello zio, barca tipica dell’isola; gli adulti stipavano tutti i figli a poppa coperti da un telone per non farsi multare perché superavamo di gran lunga il limite dei passeggeri concessi.

 Della regata non vedevamo nulla, ma lo spasso li sotto era una cosa Grande!!!!!!!

Il momento più triste era quando si avvicinava l’ora di dover prendere il battello per Treporti e fare rientro a Spinea.

Ho frequentato asilo, elementari e medie e qui finisce la mia carriera studentesca per scelta dei miei genitori che hanno deciso di inserirmi nell’attività di famiglia nonostante l’insistenza dei professori nel farmi proseguire gli studi. Ricordo ancora una frase della mia professoressa di Italiano a mia mamma:

“ Signora, è proprio vero che le zucche vanno a chi non ha i maiali…….Sua figlia sicuramente ha tanto da dare e tanta volontà a differenza di altri miei studenti…… Peccato!!!!! E proprio un peccato!!!!!! C’è niente che possa fare per farle cambiare idea???”

Mamma e papà sono stati irremovibili!!!!!!!!!! Probabilmente questa è stata la molla, appena ne ho avuto l’occasione, che mi ha avvicinato al mondo della formazione.

La Formazione

A nove anni, nei periodi di vacanza scolastica, ho cominciato a salire nel camion con mio papà e mia sorella mentre la mamma rimaneva a casa con mio fratello minore. Ricordo ancora che mi alzavo alle cinque del mattino e dormivo, durante il tragitto, in un cartone 60×60 pieno di filati.

L’unica cosa bella era la colazione……. Brioche e cappuccino ogni mattina!!!!!

 A tredici anni, finite le medie, il mio futuro lavorativo era già segnato….un percorso durato 18 anni.

In questo periodo l’azienda ha inserito più tabelle merceologiche tra cui la vendita della cosmesi, ed è proprio grazie a questa scelta che ho incominciato ad amare il lavoro che stavo facendo e che mi ha portato a frequentare la scuola serale di estetica.

A ventun anni ho fatto la patente C poiché il mezzo era un Automarket OM 110……” NA BESTIA”, era buffo e divertente vedere la faccia dei camionisti che incrociavo durante la strada guardarmi con stupore e penso anche con ammirazione, all’epoca era insolito vedere una ragazzina così giovane  guidare un mezzo lungo dieci metri e largo due.

Sono stata fermata anche dalla polizia un paio di volte e la soddisfazione di esibire la patente di guida è stata indescrivibile!

Sono stati anni intensi e faticosi, levatacce il mattino, carica e scarica la merce ogni giorno, un caldo infernale d’estate e un freddo polare d’inverno, pomeriggi in magazzino per riassortire i prodotti venduti per il giorno dopo, ore con i rappresentanti per il riordino per non parlare del tempo per sistemare quando arrivavano i bancali con la merce ordinata. Una bella sfida!!!!!!

Le mie ancore di salvezza e di soddisfazione in quegli anni sono state  lo SPORT e l’aver incontrato Fabio, il mio compagno di vita da ormai trentacinque anni, ma di questo ve ne parlerò nei prossimi articoli.

Nel febbraio 2001 sono rimasta incinta ed è nata ALICE, la mia unica figlia e la gioia più grande della mia vita!!!!!

Dopo la nascita di Alice ho sfruttato il mio diploma di estetica ed  ho lavorato con prestazioni occasionali presso alcuni istituti di bellezza, ho fatto l’agente di commercio per aziende del settore, gestito corsi di Make-up e ricostruzione unghie e frequentato tutti i gli eventi di Formazione che potevo per poter crescere.

Nel 2013 il destino ha voluto che incontrassi una persona fantastica che mi ha inserito nel circuito delle Farmacie. Mi chiese se avessi avuto piacere di fare la tecnica in cabina per il suo portafoglio clienti.

Secondo te qual’ è stata la mia risposta????

Sono stata qualificata come Tecnica di NUXE sino al 2016, anno in cui, mi è stata fatta una proposta di lavoro part-time come responsabile del reparto cosmesi da una farmacia vicino a casa, alla quale non ho saputo dire di no.

Tutte le esperienze vissute in questo contesto, mi hanno insegnato a rapportarmi con  farmacisti, medici, cosmetologi e ad acquisire conoscenze e competenze che mai avrei immaginato con la sola licenza di terza media.

Il mio lavoro in farmacia

Ad oggi, dopo il giro di boa con i miei 50+, posso affermare che il mondo corre veloce ed è in costante evoluzione, il mio suggerimento è che dobbiamo essere attenti, aprire la nostra mente e non legarsi ad abitudini del passato e non preoccuparsi dei pregiudizi di chi circonda.