La mia Mamma

DOLCE CARA MAMMA

Mamma è nata a Burano nel 1931, terza di undici figli è nata in casa, come d’altronde tutti gli altri abitanti dell’isola.

La mia Mamma

Nonna ci diceva sempre che era la più minuta, ma la più sveglia e vista la sua esilità era anche la più difficile da prendere quando arriva il momento di suonargliele.

Ci raccontava che era nata sulle scale di casa e che nonna dovette tenerle la testa con una mano perché non uscisse fino all’arrivo della levatrice, tutto ciò a causa del parto del fratello precedente….lo zio Umberto.

Pensa, lo zio è nato che pesava 7 chili e mezzo e tutti lo prendevano in giro dicendo che nella pancia non c’era solo lui ma anche il cestino dell’asilo.

Nonna è dovuta stare in trazione per quaranta giorni prima di cominciare a camminare e non è passato molto tempo perché rimanesse gravida per la terza volta.

Mamma dice che la strada per l’uscita quando è nata era ben preparata, infatti è stata l’unica a non avere subito sofferenze durante il parto.

“ BEA COME EL SOL” (bella come il sole)

Come in gran parte delle isole del veneziano per distinguersi a causa degli omonimi cognomi, si usava dare dei soprannomi i quali venivano scritti anche nel documento di identità, il soprannome delle sorelle Dei Rossi era

“BASETTO” (Bacio, bacino) poiché erano tutte di una bellezza incantevole. Ad esempio, sulla carta di identità della Mamma risultava “Dei Rossi Paola detta Basetto”

La mia Mamma

La mia, è stata una delle prime famiglie dell’isola ad acquistare la TV e tutti si chiedevano come mai da quel momento in poi la nonna non era più rimasta incinta. Sarà un caso, oppure no, ma è andata proprio così.

Mamma ha frequentato la scuola fino alla 5° elementare perché all’epoca era privilegio per poche donne continuare gli studi, ma anche perché sarebbe stato insostenibile per i nonni provvedere alle spese per undici figli.

Mi raccontava delle sue difficoltà avute per finire le scuole elementari perché mancina, in quegli anni non si tollerava quel tipo di anomalia.

I mancini erano soggetti ad abusi da parte degli insegnanti che li costringevano a scrivere con la mano destra, fasciando la sinistra, picchiando sul palmo e sul dorso della stessa con la stecca di legno, qualora fossero sorpresi ad usare la mano preferita.

Sta di fatto che mamma ancora oggi usa in egual modo sia la mano destra che la sinistra.

Nonostante la guerra, l’asiatica, la TBC e tutte le restrizioni di quell’epoca, mamma ha saputo rimboccarsi le maniche e costruire quello che noi oggi chiamiamo impresa.

I MERLETTI DI BURANO

La mia Mamma

Mamma mi raccontava che all’epoca gestiva una quarantina di lavoranti.

Erano così tante perché ognuna di loro era specializzata in un punto in particolare e per la finitura di un lavoro, era necessario che lo stesso merletto passasse tra più mani.

Per la realizzazione di un merletto era necessario eseguire più di cinque passaggi i quali venivano e vengono ancora ad aggi fatti da persone diverse.

Tutte le merlettaie, o quasi, erano in grado di eseguire tutti i punti, ma per velocizzare il lavoro e renderlo più remunerativo, assegnavano loro il punto nel quale erano più veloci poiché lavoravano a cottimo.

Mamma racconta che c’erano merlettaie che preparavano i disegni, altre l’orlatura, cioè l’impuntatura a macchina sui vari strati di stoffa e carta; poi seguiva chi svolgeva il “ghipur “o punto Burano su tutto il disegno.

Mamma ha cercato di insegnarlo anche a me questo punto, ti giuro che ci ho provato ma il risultato è stato a dir poco penoso……….

Nella fase successiva invece intervenivano le merlettaie che si occupavano del punto “sbarri”, altre il punto “rete” ed altre ancora il “rilievo” che serviva a mettere in risalto il disegno con le varie rifiniture.

Come ultima operazione bisognava staccare il merletto dalla carta tagliando tutte le cuciture fatte a macchina e con una pinzetta togliere accuratamente tutti i fili superflui.

Questo invece era un passaggio che mi riusciva bene!!!!

Mamma era una delle poche, a detta sua, a saper fare tutto in modo perfetto e veloce:

Disegno, cucitura e tutti i punti necessari per poi passare alla finitura del soggetto lavorato.

Queste sono alcune delle opere che mia mamma ha tenuto per sé e qualche anno fa, le hanno chiesto addirittura di fare una mostra per il Comune di Spinea (VE).

In quel periodo non se l’è sentita ma piacerebbe a me portare avanti questo progetto sperando di riuscire a raccogliere più informazioni possibili su tutti i suoi lavori.

Purtroppo è un’arte in via di estinzione. Oggi è estremamente difficile trovare persone disposte a dedicare tempo ed energie per imparare queste lavorazioni tradizionali, inoltre chi conosce bene il mestiere, spesso ne è geloso.

Se ti piace e vuoi saperne di più ci sono diversi libri che parlano di questa meravigliosa ed antica arte veneziana.

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