Per me la musica è questo.
Ci sono passioni che nascono con noi, quasi in silenzio, e che diventano parte della nostra anima ancora prima che ce ne rendiamo conto.
È una presenza costante, un rifugio sicuro, una compagna di viaggio che mi sostiene fin da bambina.
Ancora oggi mi basta ascoltare una melodia per tornare indietro nel tempo. Mi rivedo piccola, seduta vicino alla radio o accanto al mio giradischi, mentre ascolto canzoni capaci di far nascere emozioni difficili da spiegare.
La musica riesce a parlarmi in un modo speciale. Mi fa sognare, mi emoziona e mi regala leggerezza.
Solo con il tempo ho compreso fino in fondo il legame profondo che può esistere tra **musica e benessere emotivo**, soprattutto quando la vita ci mette davanti a momenti difficili.
La musica come rifugio nei momenti più difficili
Con il passare degli anni ho capito che non si tratta soltanto di una passione.
La musica è diventata qualcosa di molto più profondo.
È diventata il mio modo di respirare quando la vita si fa pesante. È diventata quella forza invisibile che mi tiene in piedi nei momenti più difficili.
La vita, purtroppo, ci mette davanti a prove che nessuno è davvero preparato ad affrontare.
Il 12 settembre 2023 è venuto a mancare mio fratello maggiore, Michele.
Ci sono date che restano scolpite nell’anima per sempre e il 12 settembre 2023 è una di quelle. A causa di un tumore, mio fratello se ne è andato in poco più di quindici giorni.
Quando una persona così importante viene a mancare, qualcosa dentro di noi cambia profondamente.
Nonostante fossimo caratterialmente diversi, mio fratello non è stato soltanto parte della mia famiglia: è stato parte della mia storia, dei miei ricordi, della mia vita.
La sua assenza lascia un silenzio enorme.
All’inizio ho fatto fatica persino a capire quello che provavo. Ci sono giorni in cui mi sento svuotata, altri in cui il dolore arriva all’improvviso, senza chiedere permesso.
Basta un ricordo, una fotografia, una frase e il cuore torna a stringersi.
Musica e dolore: quando una canzone riesce a parlare per noi
In quei momenti la musica diventa il mio rifugio.
Ci sono giornate in cui non riesco a parlare con nessuno, ma riesco ancora ad ascoltare una canzone. E, incredibilmente, quella canzone sembra capirmi più di tante parole.
La musica ha un potere speciale: riesce a stare accanto al dolore senza giudicarlo.
Ogni melodia diventa una carezza invisibile. Ogni testo sembra raccontare qualcosa che vivo anch’io.
A volte ascolto un brano e mi lascio andare alle lacrime. Altre volte mi sorprendo a sorridere pensando a un ricordo. Altre ancora mi ritrovo a ballare al suo ritmo senza neanche rendermene conto e mi riscopro con una carica e un’energia incredibili.
È proprio in quei momenti che comprendo quanto la musica possa essere importante per me.
Non cancella il dolore.
Non elimina la mancanza.
Ma mi aiuta a continuare, anche quando sembra impossibile farlo.
Pochi mesi dopo arriva un altro dolore immenso: il 21 gennaio 2024 perdo anche mio padre.
Perdere un padre, qualsiasi possa essere stato il rapporto, significa perdere una parte delle proprie radici. Significa sentirsi improvvisamente più fragili.
Alcune persone sembrano esserci da sempre e, inconsciamente, pensiamo che continueranno a esserci. Quando vengono a mancare, il vuoto che lasciano è difficile da spiegare.
Ci sono giorni in cui mi sento sopraffatta dalla tristezza. Cerco di essere forte, ma dentro porto una stanchezza emotiva enorme.
Mi accorgo che il dolore non è soltanto nelle lacrime: è nei silenzi, nei pensieri improvvisi, nelle abitudini che cambiano per sempre.
Ed è proprio in quel periodo che la musica diventa ancora più importante nella mia vita.
Cantare mi aiuta a ritrovare forza
Cantare mi aiuta a respirare.
Mi aiuta a non chiudermi completamente nel dolore.
Mi aiuta a sentirmi viva anche nei momenti più bui.
Quando canto succede qualcosa di difficile da spiegare. Per qualche istante il peso che porto dentro diventa più leggero e le emozioni trovano finalmente una strada per uscire.
E soprattutto, grazie alla musica, non sono sola.
Cantare in un coro: molto più che cantare insieme

Entrare a far parte del coro **“I Fuori Tono”** ha rappresentato uno dei doni più belli che la vita mi abbia regalato.
Molte persone pensano che un coro sia semplicemente un gruppo che canta insieme.
In realtà, per me, è molto di più.
Un coro è ascolto.
È condivisione.
È sostegno reciproco.
È imparare a respirare insieme agli altri.
Ogni prova diventa un momento speciale. Ognuno arriva con il proprio bagaglio di emozioni, problemi, stanchezza e pensieri. C’è chi sorride, chi è preoccupato, chi magari sta attraversando un momento difficile.
Poi si inizia a cantare.
E lentamente qualcosa cambia.
Le voci si uniscono.
Le tensioni si sciolgono.
I sorrisi tornano spontanei.
I benefici emotivi del canto corale
La musica crea una magia difficile da spiegare a chi non la vive davvero.
Ti fa sentire parte di qualcosa. Ti ricorda che, anche nei momenti difficili, non sei sola.
Nel coro trovo amicizie sincere, quelle vere, quelle che arrivano al cuore senza fare rumore. Persone sempre presenti, capaci di ascoltare, incoraggiare e regalare leggerezza anche quando la vita sembra troppo pesante.
Ci sosteniamo a vicenda senza bisogno di tante parole.
A volte basta uno sguardo durante una prova, una battuta, una risata improvvisa e il cuore si alleggerisce un po’.
E poi c’è il nostro maestro, **Vittorio Zambon**, che con sensibilità e passione riesce a guidarci non solo musicalmente, ma anche emotivamente.
Ogni canzone che prepariamo porta con sé emozioni diverse. Alcune fanno sorridere, altre emozionano profondamente, altre ancora riescono a toccare ferite che credevamo nascoste.
Cantare non significa soltanto seguire delle note.
Per me significa sentire.
Significa vivere.
Significa lasciare parlare il cuore attraverso la voce.
Ci sono momenti in cui salire sul palco sembra difficile, perché dentro porto ancora tanto dolore. Ma poi parte la musica e qualcosa cambia.
Per qualche minuto riesco a dimenticare il peso delle assenze.
Sento soltanto le voci che si uniscono, l’energia del gruppo, l’emozione della musica che riempie tutto.
Ed è in quei momenti che capisco quanto sia importante avere una passione capace di sostenerci quando ne abbiamo più bisogno.
La musica non mi permette di arrendermi.
Mi spinge, nel senso più bello del termine, a continuare a guardare avanti con più fiducia.
Mi spinge a uscire di casa anche quando vorrei restare chiusa nel silenzio.
Mi insegna che si può piangere e sorridere nello stesso momento.
Che si può convivere con il dolore senza lasciare che diventi più forte della vita stessa.
Nel coro viviamo anche tanti momenti di leggerezza. Ridiamo, scherziamo, ci prendiamo in giro. Ed è proprio quel pizzico di follia che rende tutto ancora più speciale.
Perché nei momenti difficili serve anche questo.
Serve la capacità di ridere ancora.
Serve la voglia di emozionarsi.
Serve il coraggio di cantare anche quando il cuore è ferito.
Musica e ricordi: un legame che continua nel tempo
Oggi posso dire con sincerità che, senza la musica, il mio percorso sarebbe stato molto più difficile.
Ci sono canzoni che ormai associo immediatamente a mio fratello e altre che mi fanno pensare a mio padre.
Quando le ascolto provo malinconia, certo, ma provo anche gratitudine.
Perché attraverso la musica i ricordi continuano a vivere dentro di me.
Il dolore non sparisce.
Le assenze non si cancellano.
Ma con il tempo impariamo a conviverci.
Impariamo a trasformare la sofferenza in qualcosa di diverso: in memoria, in amore, in forza.
Ed è anche in questo che sento profondamente il rapporto tra **musica e benessere emotivo**.
La musica mi aiuta a dare voce a emozioni troppo profonde per essere spiegate.
Mi aiuta a sentirmi meno sola.
Mi permette di custodire i ricordi attraverso una melodia, una voce, una canzone.
Perché la musica continua ad aiutarmi a guardare avanti
Oggi guardo il mio percorso e provo una gratitudine immensa.
Gratitudine verso la musica, che non mi abbandona mai.
Gratitudine verso il coro “I Fuori Tono”, che mi regala amicizie vere e momenti indimenticabili.
Gratitudine verso tutte le persone che condividono con me emozioni, sorrisi, lacrime e canzoni.
Perché nei momenti più difficili della vita ho capito una cosa importante: nessuno affronta tutto completamente da solo.
Abbiamo bisogno degli altri.
Abbiamo bisogno di sentirci accolti.
Abbiamo bisogno di qualcosa che continui a far battere il nostro cuore anche quando il dolore sembra troppo grande.
Per me quel qualcosa è la musica.
Ed è forse questo il suo miracolo più grande.
Non cancellare il dolore, ma aiutarmi ad attraversarlo senza perdere me stessa.
Non eliminare le lacrime, ma trasformarle lentamente in emozioni capaci di darmi nuova forza.
Non riempire il vuoto delle assenze, ma ricordarmi che l’amore continua a vivere dentro ogni ricordo, dentro ogni melodia, dentro ogni canzone che riesce ancora a emozionarmi.
E allora continuo a cantare.
Con il cuore pieno di ricordi.
Con le ferite che porto dentro.
Ma anche con la certezza che la musica continuerà a tenermi per mano lungo il cammino della vita.
Se sei arrivato fin qui, ti ringrazio di cuore per aver letto la mia storia.
E se anche tu senti che la musica può regalare emozioni, forza e condivisione, ti invito a venirci a conoscere. Magari scoprirai quanto può essere bello cantare insieme.
Un abbraccio,
**Lorena**
3 risposte
Trasmetti emozioni , grande Lorena un abbraccio
Grande donna …
Tieni un cuore grande .
Orgogliosa di te , ti abbraccio ….
Che splendide parole Lorena …quante emozioni e quante verità hai detto…la musica ci coinvolge e ci stravolge al tempo stesso ,ma come una madre o un’amica ci tende sempre una mano quando ne abbiamo bisogno….